Polemica su ddl omofobia: Bari Pride rifiuta il patrocinio della Regione Puglia

17 Giugno 2019

BARI - «Noi non siamo interessati alle briciole. Noi vogliamo tutto. Per questo, rifiutiamo il patrocinio morale che la Regione Puglia ha concesso al Bari Pride 2019». Con questa nota, gli organizzatori dell'appuntamento per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti delle persone lgbtqi, in programma sabato 29 giugno per le vie del centro cittadino, non hanno accettato il patrocinio dell'Ente regionale, dopo i ritardi per l'approvazione del disegno di legge regionale contro le discriminazioni omo-bi-transfobiche, da anni in attesa di essere approvato e al momento in attesa della discussione in aula nonostante il sì delle Commissioni consiliari competenti.

«La decisione assunta in assemblea dal Coordinamento Bari Pride è radicale - si legge nel messaggio -. Dopo l’affossamento del disegno di legge regionale contro le discriminazioni omo-bi-transfobiche, di cui si è resa impossibile persino la calendarizzazione, vogliamo sottrarci alla doppiezza di chi strizza l’occhio alle nostre battaglie sociali, ma le sacrifica per gli equilibri della maggioranza. Rifiutiamo le logiche dell’opportunismo politico e della convenienza elettorale: in questo controverso tempo storico, un tempo in cui la presidente della Commissione per le Pari opportunità della nostra Regione sceglie il Family Day di Verona per aggiornarsi sui diritti delle donne, ogni minaccia di ambiguità va respinta».



«Per queste ragioni, al presidente della Regione Michele Emiliano, alla Giunta che egli presiede, alla sua maggioranza politica in Consiglio, ai partiti e le forze sociali che lo sostengono, noi chiediamo - prosegue il Coordinamento Bari Pride - che il ddl venga messo in discussione in tempi certi. Non è più il tempo dei rinvii: a nulla serve nascondersi dietro l’alibi dell’ostruzionismo dell’opposizione o dietro i fantasmi del meccanismo di voto segreto. Vogliamo che questo Consiglio regionale si assuma, prima della scadenza del suo mandato, la responsabilità politica dell’approvazione o della bocciatura della legge, affinché siano chiari, finalmente, nomi e numeri di chi cavalca strumentalmente le lotte della nostra comunità. Se i diritti delle persone lgbtqi non sono solo una bandiera da agitare in cerca di consenso elettorale, questo è il momento di dimostrarlo. Chiediamo risposte immediate e precise. Rifiuteremo ogni divagazione», conclude il Coordinamento Bari Pride.

LA REPLICA DI EMILIANO - «Quel testo di legge anti-omofobia porta la mia firma, approvato dalla Giunta regionale il 14 novembre 2017. Sapevo fin dall’inizio che non sarebbe stato semplice far approvare questa legge dal Consiglio». Il governatore Michele Emiliano risponde così al coordinamento Bari Pride, che ha rifiutato il cosiddetto «patrocinio morale» della Regione Puglia alla manifestazione del 29 giugno finché continuerà «l'affossamento del disegno di legge regionale contro le discriminazioni omo-bi-transfobiche».

Emiliano spiega che sapeva non sarebbe stato facile il passaggio in Consiglio regionale «perché le stesse identiche difficoltà - sottolinea - le ho trovate in passato da sindaco di Bari quando abbiamo istituito il registro delle unioni civili e quando abbiamo creato l’ufficio LGBTQI, secondo in Italia dopo Torino. Ma questa consapevolezza non mi ha mai scoraggiato dall’intraprendere questo percorso. Al Comune riuscimmo a realizzare questi obiettivi senza passare dall’Aula», firmando "come Sindaco e come Giunta gli atti necessari. Questa volta il passaggio dall’assemblea legislativa è inevitabile, non basta l'indirizzo politico della Giunta». Chi dice il contrario «specula».

«La verità - prosegue - è che ci sono sensibilità diverse su questo tema e che il percorso culturale che la legge propone comincia proprio dal trovare una maggioranza in Consiglio», cosa che «non perdo occasione» di cercare, aggiunge: «non si contano le volte che ho dialogato con i consiglieri regionali, anche alla presenza del mondo cattolico e delle associazioni delle famiglie» e «continuerò a fare questo lavoro di dialogo e di inclusione finché non otterremo il risultato».

Come «ultima precisazione», Emiliano rileva che «il patrocinio della Regione Puglia è stato richiesto per iscritto dagli organizzatori del Bari Pride il 31 maggio. Ed è stato dato come risposta a una loro richiesta. Mi permetto di dire agli organizzatori che ogni grande risultato si raggiunge unendo le forze e non dividendosi. E che comunque la pensiate - conclude - sono al fianco della comunità LGBT, come la mia storia testimonia, con le parole e con i fatti": «ci sono con tutte le mie forze in questo cammino per approvare la legge regionale».

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